microscopio

In questa guida intendiamo mostrare tutti i fattori dei quali tenere conto al momento dell’acquisto di un qualsiasi microscopio ottico. Si tratta di un apparecchio alquanto sofisticato che viene utilizzato in misura piuttosto cospicua sia nella scienza che nel settore dell’industria. Esiste fin dall’antichità ed è determinato da una lunga serie di caratteristiche più o meno tecniche. Vediamo quali sono tutti i tipi di microscopio disponibili sul mercato e da quali pezzi è costituito, con la loro rispettiva importanza al momento dell’acquisto.

Da quali pezzi è costituito un microscopio

Un comunissimo microscopio è costituito da tre parti distinte e separate. Esse corrispondono al sistema ottico, al sistema di illuminazione e allo stativo. Vediamo quali sono le loro caratteristiche nel dettaglio.

  • Sistema ottico. Si tratta del tubo composto da un oculare e un obiettivo, esso garantisce un’immagine precisa del preparato ad una determinata distanza tra i due elementi già citati, denominata lunghezza meccanica del tubo. L’obiettivo è pienamente protetto dalle disfunzioni di ogni genere e può essere sia a secco (osservazione diretta) e ad immersione (con l’opportunità di usufruire di ingrandimenti maggiori). In molti esemplari, ne fa parte anche la torretta girevole, grazie alla quale gli obiettivi si situano nell’estremità inferiore del tubo.
  • Sistema di illuminazione. Quest’ultimo dipende dalla conformazione del preparato e dalla sua effettiva trasparenza, determinata da una coppia di vetrini. Funziona con l’aiuto di un diaframma ad iride che tiene sotto controllo i raggi luminosi e li fa entrare tutti nell’obiettivo, senza alcun tipo di dispersione. Bisogna però prestare la massima attenzione nel suo utilizzo, dato che in caso contrario l’osservatore può restare abbagliato.
  • Stativo. Quest’ultimo corrisponde semplicemente alla struttura portante del microscopio ottico, con una base d’appoggio, un tavolino per sostenere gli oggetti, il porta-condensatore e l’apparecchio che regola i movimenti del tubo. Fondamentale è la base, che deve garantire tutta la stabilità possibile al macchinario. Il porta-condensatore serve a sostenere il sistema ottico, mentre il tavolino fa restare il preparato in piedi nel momento della sua osservazione.

Microscopi semplici e composti

Nella classificazione dei vari microscopi ottici, prima di tutto bisogna fare una semplice distinzione tra i semplici e i composti. Il microscopio semplice è generalmente costituito da una sola lente o da varie lenti collegate in maniera diretta fra di loro. Esso consente la visualizzazione di un’immagine dritta e senza alcuna distorsione visiva. È possibile ingrandire con estrema facilità la visuale tramite la tecnica dell’ingrandimento convenzionale. Tuttavia, è necessario prestare la massima attenzione perché l’osservazione con una lente sola può risultare difficoltosa a causa di alcune motivazioni provenienti dall’esterno, come l’immagine che si offusca o la colorazione che si trasforma. Tali problemi sono pressoché inesistenti in un microscopio composto, nato per privilegiare l’obiettivo e costituito da un oculare dall’elevata efficienza meccanica. La visualizzazione di un qualsiasi preparato è determinata dalle varie leggi della scienza ottica, come ad esempio la rifrazione e la riflessione. Le lenti sono molto più sofisticate rispetto ad un marchingegno semplice e ogni genere di aberrazione viene praticamente eliminato, rendendo il microscopio composto indispensabile per la ricerca scientifica attuale.

Altri tipi di microscopi disponibili in commercio

In commercio, esistono varie tipologie di microscopi ottici che possono essere classificati prettamente nella categoria dei composti. Vediamo di quali si trattano e scopriamo insieme tutte le loro caratteristiche.

  • Microscopio ultravioletto: È molto utile per la ricerca medica e si basa, per l’appunto, su radiazioni ultraviolette non visibili ad occhio nudo. Funziona grazie ad una sequenza di emulsioni fotografiche che generano varie radiazioni. Il modello è estremamente luminoso e si basa sull’illuminazione di una lampada di quarzo e mercurio. È formato da un marchingegno polarizzatore e da un altro analizzatore, facendo scoprire tutti i segreti di diverse sostanze difficili da analizzare al dettaglio.
  • Microscopio a contrasto di fase: Tale apparecchio viene molto adoperato nei vari settori della scienza biologica. Verifica con precisione estrema gli elementi che costituiscono il preparato e consentono la visualizzazione di un’immagine molto semplice e simile a quella del microscopio classico. I vari preparati sono visibili non soltanto nei loro contorni, ma anche nel loro interno e in ogni singolo contrasto presente.
  • Microscopio elettronico: In questa circostanza, non vengono utilizzati i raggi di luce visibile, ma gli elettroni da direzionare tramiti campi elettromagnetici. Si tratta di un apparecchio estremamente tecnologico, capace di fornire immagini molto più ingrandite rispetto al microscopio ottico comune. È formato da un filamento molto incandescente, da varie lenti e da uno schermo fluorescente sul quale visualizzare l’immagine con massima precisione ed accuratezza. Il microscopio elettronico racchiude sotto la sua categoria altri tipi di modelli, come a trasmissione, a scansione e a proiettore a punta.
  • Microscopio bioculare e binoculare: Sono due generi di microscopio con due oculari, o con due oculari e due obiettivi. Lo scopo è quello di manipolare al meglio il preparato, anche se il loro ingrandimento è piuttosto limitato.
  • Microscopio a sonda: Esso è costituito da una punta dallo spessore simile a quella di un atomo. In questo strumento, entrano in gioco gli elettroni che si frappongono tra la sonda e l’oggetto e consentono la visualizzazione dell’immagine.

Scritto da Raffaele Sarnataro

Sono giornalista pubblicista e collaboro come articolista per vari siti.

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